Con decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il giorno 14, è stato indetto il referendum popolare confermativo sul seguente quesito: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella G.U. n. 253 del 30 ottobre 2025”, cosiddetto della “riforma della giustizia”.
Si voterà domenica 22 marzo dalle ore 7 alle ore 23 e lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle ore 15.
I cittadini italiani residenti all’estero iscritti nelle liste elettorali possono votare per posta, previa ricezione del plico elettorale al proprio indirizzo di residenza inviato dal consolato: la raccomandazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è quella di controllare ed eventualmente regolarizzare immediatamente la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso l’ufficio consolare competente.
In alternativa al voto per corrispondenza, gli elettori iscritti all’AIRE possono scegliere di votare in Italia presso il proprio Comune di iscrizione elettorale, comunicando per iscritto la propria scelta/opzione al Consolato di appartenenza entro il 10° giorno successivo alla indizione della consultazione, quindi entro sabato 24 gennaio. La scelta di votare in Italia vale solo per la consultazione referendaria rispetto alla quale è espressa.
La modulistica con cui gli elettori residenti all'estero possono esercitare il diritto di optare per il voto in Italia è allegato al presente avviso.
Qualora l'opzione di votare in Italia venga inviata per posta, è onere dell'elettore residente all'estero accertare la ricezione da parte dell'ufficio consolare entro il termine del 24 gennaio 2026. La scelta di votare in Italia può essere comunque revocata con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro la stessa data (24 gennaio).
La legge non prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute per il rientro in Italia in occasione del voto, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano.